Costantino Luchetti – Borsista di ricerca in Diritto amministrativo, Università degli Studi di Siena – costantino.luchetti@unisi.it
SOMMARIO
1. Dalle prime ‘pionieristiche’ previsioni della legge 20 giugno 1909, n. 364 alla configurazione del premio nella legge 1° giugno 1939, n. 1089 e nell’attuale disciplina.
2. L’attualità del tema: la vicenda giudiziaria del c.d. ‘Tesoro di Como’.
3. Il requisito della fortuità nell’art. 92 comma 1, lett. c del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 secondo Cons. Stato, sez. VI, 20 febbraio 2025, n. 1437.
4. I rilievi critici all’impostazione adottata in Cons. Stato, sez. VI, 20 febbraio 2025, n. 1437 anche alla luce di Cons. Stato, sez. VI, 5 gennaio 2024, n. 207.
5. Una ‘rilettura’ non pienamente condivisibile di Cons. Stato, sez. VI, 30 gennaio 2024, n. 920 in tema di soggetti legittimati a ottenere il premio.
6. La posizione del proprietario/scopritore nell’art. 92, comma 2 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e le modalità di determinazione del quantum in percentuale entro il limite massimo previsto dalla legge.
7. Considerazioni conclusive anche alla luce di una breve riflessione comparatistica.
Il contributo analizza l’evoluzione storica della previsione del premio per la scoperta di beni archeologici dalle origini, nella legge Rava-Rosadi del 1909, fino alla disciplina vigente negli artt. 92 e 93 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42. Particolare attenzione è dedicata al caso del c.d. ‘Tesoro di Como’, che ha generato un complesso contenzioso amministrativo culminato nelle sentenze del Consiglio di Stato nn. 920/2024, 1437/2025 e 5417/2025, tutte incentrate sull’individuazione del soggetto legittimato al premio e sulla nozione di ‘scoperta fortuita’. A questo proposito si evidenziano criticamente le incertezze interpretative relative al concetto di fortuità in relazione alla posizione del proprietario e a quella dello scopritore. A conclusione, si è operato un breve confronto comparatistico con la legislazione di Francia, Grecia e Spagna, evidenziando le peculiarità e l’equilibrio del modello italiano, pur segnalando le difficoltà applicative e le resistenze amministrative che ostacolano talvolta la tempestiva corresponsione del premio.
This paper analyzes the historical evolution of the reward for the discovery of archaeological assets, from its origins in the Rava-Rosadi Law of 1909 to the current regulation in Articles 92 and 93 of Legislative Decree No. 42 of January 22, 2004. Particular attention is given to the case of the so-called ‘Treasure of Como’, which led to a complex administrative litigation, culminating in the rulings of the Council of State Nos. 920/2024, 1437/2025 and 5417/2025, all focused on identifying the rightful claimant for the reward and on the concept of ‘fortuitous discovery’. In this regard, the paper critically highlights the interpretative uncertainties related to the notion of fortuitousness in relation to the position of the landowner and that of the actual discoverer. In conclusion, a brief comparative analysis with the legislation of France, Greece, and Spain is provided, highlighting the peculiarities and the balance of the Italian model, while also noting the application challenges and administrative resistances that sometimes hinder the timely payment of the reward.



