Giuliano Taglianetti – Professore associato di Diritto amministrativo, Università degli Studi di Napoli “Federico II” – giuliano.taglianetti@unina.it
SOMMARIO
1. Premessa: oggetto e scopo dell’indagine.
2. La procedura tipica di affidamento delle concessioni demaniali a finalità turistico-ricreative e sportive: l’art. 4 della l. 118/2022.
3. La finanza di progetto nel quadro del partenariato pubblico-privato: profili generali e analisi sistematica.
3.1. La natura giuridica della finanza di progetto e il suo rapporto con la tradizionale concessione.
4. Natura e inquadramento giuridico delle concessioni demaniali marittime: profili ontologici e distinzione rispetto alle concessioni di lavori e servizi disciplinate dal codice dei contratti pubblici.
5. Il demanio marittimo come leva strategica nel partenariato pubblico-privato.
6. Modelli concessori a struttura mista e gestione del demanio marittimo: un matrimonio possibile.
7. Profili critici nell’applicazione del project financing ai beni del demanio marittimo e criteri risolutivi.
Il presente contributo affronta un profilo ancora poco esplorato, ma di crescente rilievo sistematico e operativo: l’applicabilità della finanza di progetto alla gestione dei beni demaniali marittimi. L’analisi muove dalla constatazione che il demanio marittimo, tradizionalmente considerato ambito problematico sotto il profilo gestionale, ha assunto negli ultimi anni un rilievo sempre più marcato sotto il versante giuridico, economico e amministrativo, potendo configurarsi come terreno privilegiato per lo sviluppo di iniziative di partenariato pubblico-privato orientate al soddisfacimento di interessi collettivi. Uno dei nodi centrali dell’indagine riguarda la difficoltà di coniugare la peculiare natura giuridica e funzionale delle concessioni demaniali marittime – comunemente qualificate come concessioni di beni e ricondotte alla categoria dei contratti attivi, tradizionalmente sottratti all’ambito applicativo del Codice dei contratti pubblici – con il modello della finanza di progetto, che trova il proprio esito nell’affidamento di una concessione di lavori o di servizi. L’analisi si sviluppa attraverso una lettura critica dell’attuale quadro normativo, anche alla luce dei rilievi formulati dalla Commissione europea nell’atto di costituzione in mora indirizzato all’Italia l’8 ottobre 2025 nell’ambito della procedura INFR(2018)2273, concernente la disciplina vigente della finanza di progetto, nonché della recente pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), che ha dichiarato l’incompatibilità con l’ordinamento euro-unitario del diritto di prelazione previsto dal previgente d.lgs. 50/2016, contribuendo alla ridefinizione del quadro sistematico di riferimento. In tale contesto, l’applicabilità della finanza di progetto alla gestione del demanio marittimo potrebbe configurarsi come un fattore di rinnovata attrattività dell’istituto, anche alla luce della posizione espressa dalla Corte in ordine al diritto di prelazione.
This essay addresses an area that has been little explored but is of growing systematic and operational importance: the applicability of project finance to the management of maritime state property. The analysis begins with the observation that maritime state property, traditionally considered a problematic area from a management perspective, has taken on increasing significance in recent years from legal, economic, and administrative standpoints, as it can serve as a prime arena for the development of public-private partnership initiatives aimed at fulfilling collective interests. One of the central issues of the study concerns the difficulty of reconciling the unique legal and functional nature of maritime state property concessions—commonly classified as property concessions and falling under the category of active contracts, traditionally excluded from the scope of the Public Contracts Code — with the project finance model, which culminates in the award of a works or services concession. The analysis proceeds through a critical review of the current regulatory framework, including in light of the observations made by the European Commission in the letter of formal notice sent to Italy on October 8, 2025, as part of procedure INFR(2018)2273, concerning the current regulations on project finance, as well as the recent ruling of the Court of Justice of the European Union of February 5, 2026 (Case C-810/24), which declared the right of first refusal provided for by the previously applicable Legislative Decree No. 50/2016 to be incompatible with EU law, thereby contributing to the redefinition of the systematic framework of reference.
In this context, the applicability of project finance to the management of maritime state property could serve as a factor in the renewed attractiveness of the institution, particularly in light of the Court’s position regarding the right of first refusal.



