Gian Domenico Comporti – L’asserita autonomia del diritto amministrativo

Gian Domenico Comporti – Professore Ordinario di Diritto Amministrativo, Università degli Studi di Siena – giando.comporti@gmail.com

SOMMARIO

1. Autonomia e sistema.
2. Autonomia e problema.
3. Oltre i corsi e ricorsi della grande dicotomia: il campo largo delle concessioni amministrative e la sperimentazione di tecniche composite di governo dei bisogni collettivi inerenti prestazioni e beni. 4. La parabola della responsabilità civile da attività amministrativa illegittima, o da mancato esercizio di quella doverosa: i limiti di un’autonomia di sistema inseguita senza aderenza ai problemi di tutela effettiva degli interessi lesi.
5. La rinegoziazione dei contratti pubblici: la via verso la formazione di un sistema rimediale nuovo e composito per gestire in modo adattivo le sopravvenienze problematiche di rapporti negoziali.
6. Conclusioni: una autonomia situata per evenienze problematiche di settori circoscritti e non determinata per categorie e la via della sperimentazione delle adiacenze possibili per immagine il sistema del futuro.

L’autonomia del diritto amministrativo è analizzata alla luce della sua evoluzione storica e tenendo presente la fondamentale dialettica sistema-problema. Lo studio di alcuni temi specifici porta a formulare l’ipotesi conclusiva secondo cui in un ordinamento caratterizzato dal diffondersi di assetti normativi e connessi apparati dogmatici disaggregati per specifici contesti l’unica autonomia predicabile sia di tipo “settoriale”, coé riferita ad ambiti tematici e problematici circoscritti che si strutturano al loro interno mobilitando e assemblando in modo originale un insieme di istituti, tecniche e figure di varia tradizione, provenienza e struttura.


The autonomy of administrative law is analyzed in light of its historical evolution and taking into account the fundamental dialectic between system and problem. The study of specific themes leads to the concluding hypothesis that, in a legal system characterized by the proliferation of regulatory frameworks and associated dogmatic apparatuses disaggregated for specific contexts, the only conceivable form of autonomy is a “sectoral” one. This means autonomy is limited to specific thematic and problematic areas, which are internally structured by mobilizing and assembling, in an original way, a set of institutions, techniques, and figures from various traditions, origins, and structures.

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