Rocco Parisi – Ricercatore a tempo determinato in Tenure Track (RTT) di Diritto Amministrativo, Università Guglielmo Marconi – r.parisi@unimarconi.it
SOMMARIO
1. Contratti pubblici e modelli solidaristici di amministrazione condivisa: alle radici del problema.
2. L’apparente soluzione normativa del problema nelle riforme dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e dei contratti pubblici.
3. I dubbi interpretativi alimentati dal diritto positivo.
4. Il persistente “riflusso concorrenziale”.
5. Conclusioni.
Il lavoro esamina la problematica inerente al rapporto tra la disciplina dei contratti pubblici e gli istituti di coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore di cui al Titolo VII del d.lgs. n. 117/2017 (c.d. «Codice del terzo settore»). La tematica in esame ha trovato un importante approdo risolutivo, a livello legislativo, con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 201/2022, in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, e del d.lgs. n. 36/2023, in materia di contratti pubblici. Entrambi i testi normativi, infatti, hanno espressamente riconosciuto piena autonomia giuridica ai modelli di amministrazione condivisa, in quanto espressione dei principi costituzionali di solidarietà sociale e di sussidiarietà orizzontale, nonché privi di qualsivoglia finalità lucrativa.Ciò nonostante, emerge ancora in alcune pronunce giurisprudenziali una sorta di “reflusso pro-concorrenziale”, volto a subordinare l’applicazione degli istituti del Codice del terzo settore ad alcuni presupposti, della «non economicità» e della «gratuità» delle prestazioni, non previsti dalla disciplina vigente e contrari alla ratio sottesa ai modelli di amministrazione condivisa previsti dal d.lgs. n. 117/2017.
This paper examines the complex relationship between the legal framework governing public contracts and the instruments for the active involvement of third-sector entities provided for in Title VII of legislative decree n. 117/2017 (the so-called «Third Sector Code»). This issue has found significant legislative resolution with the entry into force of legislative decree n. 201/2022, regarding local public services of economic importance, and legislative decree n. 36/2023, regarding public contracts. Both legislative texts, in fact, expressly recognized full legal autonomy for shared-administration models, as they express the constitutional principles of social solidarity and horizontal subsidiarity, and are devoid of any profit-making purpose. Despite this, certain judicial decisions still reveal a form of “pro-competitive reflux”, aimed at making the application of the third sector code’s provisions subject to certain conditions, «non-economic nature» and «gratuitousness» of the services, that are not covered by the current legislation and are contrary to the rationale underlying the shared-administration models envisaged by legislative decree n. 117/2017.



